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1. Quanto dura il contratto di Apprendistato?
L'Apprendistato (D.Lgs. 167/2011) è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani.
La durata del periodo formativo può variare in base al tipo di percorso e all'obiettivo formativo. Ad esempio, l'Apprendistato professionalizzante può durare fino ad un massimo di 3 anni. Per le aziende del settore artigiano la durata massima può arrivare invece a 5 anni. In ogni caso, non può essere superiore a quanto stabilito dai contratti collettivi di categoria.
Nell'Apprendistato per l'acquisizione di una qualifica o diploma professionale, la durata è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire, e non può comunque essere superiore, per la sua componente formativa, a 3 anni. Nel caso di diploma quadriennale regionale, la durata massima può arrivare a 4 anni. Nel caso, invece, di Apprendistato di alta formazione e di ricerca, la durata dipende dal tempo necessario per conseguire il titolo di studio.


2) Quali sono i benefici di un datore di lavoro che assume apprendisti?
La natura stessa del contratto di apprendistato è un beneficio per il datore di lavoro che ha la possibilità di assumere un giovane e di impartirgli la giusta formazione affinché possa acquisire la qualifica professionale di cui ha bisogno. La finalità formativa del contratto è la ragione per cui vengono riconosciuti in favore del datore di lavoro incentivi di diversa natura: normativi, contributivi e previdenziali previsti dalla legge.
La nuova disciplina (D.Lgs. 167/2011) conserva l’incentivo “retributivo”, consistente nella possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli al di sotto della corrispondente qualifica da conseguire, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ovvero, in alternativa nella possibilità di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e in modo graduale all’anzianità di servizio.
Viene confermata l’esclusione degli apprendisti dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti (art.7 co.3).
Il Testo Unico (art.7 co.9) ribadisce che, in attesa della riforma degli incentivi alla occupazione, restano fermi gli attuali sistemi di incentivazione economica dell’apprendistato. I benefici contributivi in materia di previdenza e assistenza sociale sono mantenuti per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione, con esclusione dei lavoratori iscritti alle liste di mobilità, assunti con contratto di apprendistato.


3) Se l’impresa ha sedi in più Regioni, quale disciplina deve applicare?
Il Testo Unico prevede per le imprese che operino su più regioni, di applicare per i propri apprendisti la disciplina regionale relativa alla sede legale dell’impresa.

4) Che procedura deve seguire il datore di lavoro per stipulare un contratto di Apprendistato?
Il datore di lavoro che vuole assumere un apprendista, come per ogni altro rapporto di lavoro, deve stipulare e sottoscrivere il contratto di lavoro ed inviare la comunicazione obbligatoria al Centro per l’impiego di appartenenza, come previsto dalla normativa comune in materia di lavoro (art. 9-bis, co.2 Legge n. 608 del 28 novembre 1996, e s.m.).
Il Testo Unico conferma, secondo quanto stabilito dalla normativa precedente, l’obbligo della forma scritta del contratto, con l’indicazione della prestazione lavorativa oggetto del contratto. A seguito dell’assunzione dell’apprendista, il datore di lavoro deve definire il piano formativo individuale dell’apprendista entro 30 giorni dalla stipula del contratto.


5) La formazione in Apprendistato è obbligatoria?
Sì, e secondo quanto previsto dall’Art. 7 co. 1 del D.Lgs. 167/2011, in caso di mancata formazione dell’apprendista si prospettano due ipotesi:
la prima prevede che “in caso di inadempimento della erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità del percorso di apprendistato, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100% con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione”.
La seconda, invece, che “qualora a seguito di attività di vigilanza sul contratto di Apprendistato in corso di esecuzione emerga in inadempimento nella erogazione della formazione prevista dal piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, adotterà un provvedimento di disposizione, ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n. 124 del 23 aprile 2004, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere”.


6) L'eventuale possesso di una qualifica professionale o di un titolo di studio (diploma o laurea) dà diritto all'esonero dalla formazione obbligatoria?
L'eventuale possesso di una qualifica professionale o di un titolo (diploma o laurea) rilasciato da strutture scolastiche e formative legalmente riconosciute non costituisce, di per sé, motivo di esonero dalla formazione obbligatoria prevista dalla disciplina sull'Apprendistato.
Nell’Apprendistato professionalizzante, il possesso di un titolo di studio, così come l’età o le competenze dell’apprendista possono essere motivo di riduzione delle ore di formazione finalizzate all’acquisizione delle competenze di base e trasversali, il cui monte complessivo è di 120 ore nella durata del triennio.


7) La malattia di breve durata determina la sospensione e la proroga della durata del rapporto di Apprendistato?
L’art. 2 co.1, lett. h) del Testo Unico prevede che il periodo di Apprendistato possa essere prolungato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto, superiore a 30 giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi.

8) Quanto dura il contratto di Apprendistato professionalizzante per le figure professionali dell’artigianato?
In riferimento alla durata massima del contratto di Apprendistato professionalizzante per le “figure professionali dell’artigianato”, il Ministero del Lavoro, con interpello n. 40/2011, chiarisce a quali soggetti si rivolga, ossia tutti i soggetti che operano nel campo artigiano e, quindi, non solo le figure individuate esclusivamente dalla contrattazione degli artigiani.
(Risposta contenuta nell’interpello n. 40 del 26 ottobre 2011 del Ministero del Lavoro – si veda atto integrale).
Il riferimento della norma alle “figure professionali dell’artigianato “ vuole indicare tutti quei soggetti che operano nel campo artigiano e che, evidentemente non possono limitarsi alle figure individuate esclusivamente dalla contrattazione degli artigiani. A titolo esemplificativo è possibile pensare a tutte quelle piccole attività commerciali che, soprattutto in luoghi turistici, creano gli stessi prodotti che immettono sul mercato e che pertanto impiegano personale che necessita di una particolare professionalità ed esperienza.
Per tutte queste figure, previste nell’ambito dei diversi contratti collettivi del Terziario, del turismo/Pubblici Esercizi e delle aziende di Panificazione - i cui contenuti competenziali sono omologhi e contrattualmente sovrapponibili a quelli delle figure artigiane, si ritiene pertanto possibile l’attivazione di contratti di apprendistato per periodi formativi massimi di 5 anni.


9) Come si articola il percorso formativo dell’apprendista, nel contratto di Apprendistato professionalizzante?
Il datore di lavoro, insieme all’apprendista ed al tutor o referente aziendale assegnato, dovrà definire il percorso formativo che l’apprendista dovrà seguire per acquisire la qualifica professionale.
La formazione di tipo professionalizzante e di mestiere viene disciplinata dal contratto collettivo nazionale di competenza e deve essere svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro. La formazione integrativa, relativa all’acquisizione delle competenze di base e trasversali, viene, invece, disciplinata dalle Regioni, per un monte complessivo di 120 ore per la durata del triennio.
(Risposta contenuta nell’interpello n. 40 del 26 ottobre 2011 del Ministero del Lavoro – si veda atto integrale).Il riferimento della norma alle “figure professionali dell’artigianato “ vuole indicare tutti quei soggetti che operano nel campo artigiano e che, evidentemente non possono limitarsi alle figure individuate esclusivamente dalla contrattazione degli artigiani.A titolo esemplificativo è possibile pensare a tutte quelle piccole attività commerciali che, soprattutto in luoghi turistici, creano gli stessi prodotti che immettono sul mercato e che pertanto impiegano personale che necessita di una particolare professionalità ed esperienza.Per tutte queste figure, previste nell’ambito dei diversi contratti collettivi del Terziario, del turismo/Pubblici Esercizi e delle aziende di Panificazione - i cui contenuti competenziali sono omologhi e contrattualmente sovrapponibili a quelli delle figure artigiane, si ritiene pertanto possibile l’attivazione di contratti di apprendistato per periodi formativi massimi di 5 anni.

 
 
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